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Informativa Safeguarding - Polisportiva Team Brianza

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Safeguarding
CODICE DI CONDOTTA A TUTELA DEI MINORI E PER LA PREVENZIONE DELLE MOLESTIE, DELLA VIOLENZA DI GENERE E DI OGNI ALTRA CONDIZIONE DI DISCRIMINAZIONE
I destinatari del presente Codice di condotta sono gli istruttori, i tecnici, i dirigenti, i collaboratori a qualsiasi titolo,
livello e qualifica, i lavoratori ed i volontari e tutti i tesserati.
Gli istruttori, i tecnici, i dirigenti, i collaboratori a qualsiasi titolo, livello e qualifica, i lavoratori ed i volontari sono
responsabili della crescita dei giovani allievi e tesserati nonché della creazione di un ambiente positivo, sicuro e
stimolante per la pratica sportiva. A tal fine, sono chiamati a dare il buon esempio e ad essere un modello per gli atleti
affiliati alla POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD.
Tutti i soggetti sopra indicati, sono obbligati a rispettare il Codice di condotta, che accettano integralmente dopo averne
preso visione. Ogni presunta violazione del Codice di condotta deve essere segnalata al Responsabile Safeguarding
nominato dalla POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD e verificata secondo quanto stabilito dal Modello
organizzativo e di controllo dell’attività sportiva. Le misure e le sanzioni poste in essere potranno andare
dall’ammonimento verbale fino alla cessazione della collaborazione o del vincolo associativo.
La POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD si impegna a garantire un ambiente sicuro, rispettoso e inclusivo per tutti
i tesserati, inclusi i minori e gli adulti vulnerabili. Il seguente codice di condotta stabilisce i principi che regolano diritti,
doveri e obblighi dir tutti coloro che sono coinvolti nelle attività della POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD.

Diritti dei tesserati :
Diritto fondamentale dei tesserati è di essere trattati con rispetto e dignità, nonché di essere tutelati da ogni forma di
abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, prevista dal decreto legislativo 11 aprile
2006, n. 198, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento
sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o
sportiva. Il diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei tesserati costituisce un valore assolutamente prevalente
anche rispetto al risultato sportivo, per promuovere l’inclusione attraverso lo sport. Chiunque partecipi con qualsiasi
funzione o titolo all’attività sportiva è tenuto a rispettare i predetti diritti dei tesserati e di tutte le persone coinvolte nelle
attività della POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD sportiva, senza discriminazioni di alcun genere.
- Saranno tratti tutti con cortesia, gentilezza e rispetto, evitando linguaggio offensivo, comportamenti
intimidatori o abusivi.

Finalità del Codice
- Il presente Codice stabilisce obblighi, divieti, standard di condotta e buone pratiche finalizzate:
- a) al rispetto dei principi di lealtà, probità e correttezza;
- b) all’educazione, alla formazione e allo svolgimento di una pratica sportiva sana;
- c) alla piena consapevolezza di tutti i tesserati in ordine a propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
- d) alla creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo che garantisca la dignità, l’uguaglianza, l’equità e il
rispetto dei diritti dei tesserati, in particolare se minori;
- e) alla valorizzazione delle diversità;
- f) alla promozione del pieno sviluppo della persona-atleta, in particolare se minore;
- g) alla promozione da parte di dirigenti e tecnici al benessere dell’atleta;
- h) alla effettiva partecipazione di tutti i tesserati all’attività sportiva secondo le rispettive
- aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;
- i) alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione
- l) alla rimozione degli ostacoli che impediscano la partecipazione dell’atleta alle attività, indipendentemente da
etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica,
religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva

Doveri e obblighi a carico di tutti i tesserati.
Tutti i tesserati sono tenuti a:
a) comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata
all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;
b) astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche,
per gioco o per scherzo;
c) garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano,
sicuro e inclusivo;
d) impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei
percorsi educativi e formativi;
e) impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando
anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
f) instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è
affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;
g) prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana,
efficace e costruttiva;
h) affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
i) collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e
discriminazioni (individuali o collettivi);
j) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio,
pericolo, timore o disagio.

Doveri e obblighi a carico dei dirigenti sportivi e dei tecnici
Tutti i tecnici e i dirigenti sportivi sono tenuti a:
a) agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, comportamento offensivo, violenza e discriminazione;
b) astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti
dei tesserati, specie se minori;
c) contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori; sostenere e
applaudire sempre gli sforzi degli atleti e valorizzarli a prescindere dai risultati sul campo, promuovendo la
cultura del lavoro e del divertimento;
d) evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori;
e) promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni
disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;
f) astenersi dal creare situazioni di intimità con il tesserato minore;
g) porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o
comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i
soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
h) comunicare e condividere con il tesserato minore gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con
cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità
genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
i) astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il tesserato minore, anche mediante social network;
j) interrompere senza indugio ogni contatto con il tesserato minore qualora si riscontrino situazioni di ansia,
timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile
k) impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi
alimentari in ambito sportivo e segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti
loro affidati;
l) dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;
m) sostenere i valori del sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni
sportive dei tesserati;
n) conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione
e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e
comunicazione in ambito sportivo;
o) astenersi dall’utilizzo su qualsiasi supporto, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei
tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro
che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;
p) segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che
espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio
q) combattere e prevenire qualsiasi forma di bullismo tra i minori;
r) ascoltare i bisogni, le richieste, le preoccupazioni di tutti i tesserati;
s) non agire in modo da far vergognare, umiliare, sminuire o disprezzare un minore, o perpetrare qualsiasi altra
forma di abuso emotivo;
t) non sfruttare un minore per un tornaconto personale o economico;
u) non consentire giochi, frasi, atteggiamenti sessualmente provocatori o inappropriati;
v) non compiere mai abusi fisici e non infliggere punizioni o castighi che possano essere ricondotti ad un abuso
fisico;
w) intessere relazioni proficue con i genitori dei tesserati minorenni al fine di fare squadra per la crescita e la loro
tutela;
x) accertarsi sempre che i minori siano adeguatamente sorvegliati e che le gare e le attività in trasferta siano
sicure e che al termine delle attività lascino gli impianti con persona autorizzata;
y) rispettare la privacy dei minori, specie in luoghi particolarmente sensibili i quali devono essere sorvegliati, in
modo tale da garantire la privacy dei minori;

Diritti, doveri e obblighi degli atleti
Gli atleti hanno i seguenti diritti, doveri e obblighi:
a) rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;
b) comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito di collaborazione le
proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il
supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura,
eventualmente confrontandosi con gli altri atleti;
c) comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;
d) prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di
soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;
e) rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti
coinvolti nelle attività sportive;
f) rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;
g) mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle
attività sportive;
h) riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la
cura degli atleti ovvero ai loro delegati;
i) evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte,
segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
j) astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando
comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro
cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile
k) segnalare senza indugio al Responsabile anche potenziali, che espongano sé o altri a pericolo o pregiudizio
Informazioni, Comunicazioni
- l’indirizzo email del Responsabile Safeguarding nominato dalla POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD,
nonché l’indirizzo mail del Safeguarding Office istituito a livello nazionale dalla Federazione Italiana Triathlon sono
pubblicati ed aggiornati sul sito istituzionale.
- Copia del codice di condotta, dovrà essere visonato ed accettato contestualmente all’iscrizione annuale. Il
Codice è disponibile unitamente al modulo di segnalazione sul sito istituzionale.
- Rev. 1 05/12/2024
MODELLO ORGANIZZATIVO E DI CONTROLLO DELL’ATTIVITÀ SPORTIVA
Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva è redatto dalla POLISPORTIVA TEAM
BRIANZA ASD.(di seguito, l’Associazione), come previsto dal comma 2 dell’articolo 16 del d.lgs. n. 39 del 28
febbraio 2021 utilizzando le linee guida pubblicate dalla FITRI (Federazione Italiana Triathlon), da FIDAL
(Federazione Italiana di Atletica Leggera), da FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) e da ACSI (Ente di
Promozione Sportiva), nel seguito genericamente le “Federazioni”, in quanto l’Associazione è affiliata alle
suddette Federazioni sportive. Poiché l’attività praticata in prevalenza come numero di atleti e in generale come
soggetti coinvolti è il Triathlon si è deciso di seguire, prevalentemente, le linee guida FITRI.
Il modello ha validità quadriennale dalla data di approvazione e deve essere aggiornato ogni qual volta
necessario al fine di recepire le eventuali modifiche e integrazioni dei Principi Fondamentali emanati dal CONI,
le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del C.O.N.I. e le raccomandazioni
dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding.
L’obiettivo del presente modello è quello di promuovere una cultura e un ambiente inclusivo che assicurino la
dignità e il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, in particolare minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità,
nonché valorizzino le diversità, tutelando al contempo l’integrità fisica e morale di tutti i tesserati.
Il modello deve essere pubblicato sulla homepage del sito dell’Associazione, affisso nella sede della medesima
nonché comunicato al Safeguarding Office delle Federazioni, insieme alla nomina del Responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni nominato direttamente dalla POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD e
raggiungibile via mail all’indirizzo safeguarding@polisportivateambrianza.it.
Il modello si applica a chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività dell’Associazione
indipendente dalla disciplina sportiva praticata. I soggetti tenuti al rispetto del presente documento pertanto
sono:
a) i tesserati
b) tutti coloro che intrattengono rapporti di lavoro o volontariato con l’Associazione;
c) tutti coloro che, a qualsiasi titolo, intrattengono rapporti con l’Associazione. Il presente modello integra e non
sostituisce il Regolamento per la tutela dei tesserati dagli abusi e dalle condotte discriminatorie delle Federazioni.
1. Diritti e doveri
A tutti i tesserati sono riconosciuti i diritti fondamentali:
1. a un trattamento dignitoso e rispettoso in ogni rapporto, contesto e situazione in ambito associativo;
2. alla tutela da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di
discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere,
orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva,
relazionale o sportiva;
3. a che la salute e il benessere psico-fisico siano garantiti come prevalenti rispetto a ogni risultato sportivo.
Coloro che prendono parte a qualsiasi titolo e in qualsiasi funzione e/o ruolo all’attività sportiva, in forma diretta
o indiretta, sono tenuti a rispettare tutte le disposizioni e le prescrizioni a tutela dei tesserati.
I tecnici, i dirigenti, i soci e tutti gli altri tesserati sono tenuti a conoscere il presente modello, il Codice di
condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione
di discriminazione.
2. Comportamenti rilevanti
Ai fini del presente modello, costituiscono comportamenti rilevanti quelli nel seguito definiti:
- l’abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la
sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e
autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso
l’utilizzo di strumenti digitali;
- l’abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento,
schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o
indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi l’integrità psicofisica del tesserato.
Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance
sportiva) un’attività fisica inappropriata oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque
doloranti. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze
comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
- la molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia
esso verbale, non verbale o fisico che comporti fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche
consistere nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non
gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a
contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante;
- l’abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto o con
contatto, e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può
consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o
nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati;
- la negligenza: il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione dei
doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o
atto di cui al presente modello, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un
danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse,
ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato;
- l’incuria: a mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed
emotivo;
- l’abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare
liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti
contrari al buon costume;
- il bullismo, il cyberbullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo
o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di
comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con
lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di
prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato che determinano una
condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti
l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate,
minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima);
- i comportamenti discriminatori; qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto
discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status socioeconomico, prestazioni sportive
e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
I comportamenti rilevanti possono verificarsi in qualsiasi forma e modalità, comprese quelle di persona e tramite
modalità informatiche, sul web e attraverso messaggi, e-mail, social network e blog.
3. Principi
1. I soggetti tenuti al rispetto del modello devono uniformare i propri comportamenti ai seguenti principi:
a) assicurare un ambiente ispirato a principi di uguaglianza e di tutela della libertà, della dignità e
dell’inviolabilità della persona;
b) riservare ad ogni Tesserato attenzione, impegno, rispetto e dignità, garantendo uguali condizioni senza
distinzioni di età, etnia, condizione sociale, opinione politica, convinzione religiosa, genere, orientamento
sessuale, disabilità e altro;
c) prestare la dovuta attenzione ad eventuali situazioni di disagio, percepite o conosciute anche indirettamente,
con particolare attenzione a circostanze che riguardino minorenni;
d) segnalare senza indugio ogni circostanza di interesse agli esercenti la responsabilità genitoriale o tutoria
ovvero ai soggetti preposti alla vigilanza;
e) confrontarsi con il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della Società ove sia abbia il sospetto
che possano essere attuate condotte rilevanti ai sensi del presente documento;
f) far svolgere l’attività sportiva nel rispetto dello sviluppo fisico, sportivo ed emotivo dell’allievo, tenendo in
considerazione anche interessi e bisogni dello stesso;
g) programmare e gestire l’attività, anche in occasione delle trasferte, individuando soluzioni
organizzative e logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati;
h) ottenere, in caso di atleti minorenni, e conservare l’autorizzazione scritta dagli esercenti la responsabilità
genitoriale qualora siano programmate sedute di allenamento singole e/o in orari in cui gli spazi utilizzati per
l’attività sportiva non sia usualmente frequentata;
i) prevenire, durante gli allenamenti e in gara, tutti i comportamenti e le condotte sopra descritti con azioni di
sensibilizzazione e controllo;
j) spiegare in modo chiaro ai fruitori dello spazio in cui si sta svolgendo l’attività sportiva, che gli apprezzamenti,
i commenti e le valutazioni che non siano strettamente inerenti alla prestazione sportiva e compresi tra quelli
indicati dal presente documento possono essere lesivi della dignità, del decoro e della sensibilità della persona;
k) favorire la rappresentanza paritaria di genere, nel rispetto della normativa applicabile.
4. Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni
La POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD tramite il Consiglio Direttivo nomina (ndr ha già nominato) un
Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso,
violenza e discriminazione sui soci nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi
ed in generale di tutti i tesserati.
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, dovrà essere soggetto autonomo e possibilmente
indipendente dalle cariche sociali e da rapporti con gli allenatori e i tecnici, verrà selezionato tra i soggetti con
esperienza nel settore, competenze comunicative e capacità di gestione delle situazioni delicate. Dovrà essere
opportunamente formato e partecipare ai seminari informativi organizzati dalle Federazioni alle quali la
POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD è affiliata.
Prima della nomina andrà acquisito il certificato del casellario giudiziale. Non può essere, infatti, designato come
responsabile chi ha subito una condanna penale anche non definitiva per reati non colposi.
Il Responsabile dura in carica 4 anni e può essere riconfermato.
In caso di cessazione del ruolo di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, per dimissioni o per altro
motivo, l’Associazione provvede entro 30 giorni alla nomina di un nuovo Responsabile.
La nomina di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni può essere revocata ancora prima della
scadenza del termine per gravi irregolarità di gestione o di funzionamento, con provvedimento motivato
dall’Associazione. Della nomina e di eventuale revoca (in particolare della motivazione) è data tempestiva notizia
al Safeguarding Officer delle Federazioni affilianti
Il Responsabile Safeguarding all’interno della POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD svolge funzioni di
vigilanza circa l’adozione e l’aggiornamento dei modelli e dei codici di condotta, nonché di collettore di eventuali
segnalazioni di condotte rilevanti ai fini delle politiche di safeguarding, potendo svolgere anche audizioni e
ispezioni senza preavviso. Il Responsabile è tenuto ad adottare le opportune iniziative, anche con carattere
d’urgenza (c.d. “quick-response”), per prevenire e contrastare nell’ambito dell’Associazione ogni forma di
abuso, violenza e discriminazione.
Il Responsabile safeguarding dovrà sensibilizzazione i membri dell'POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD
sulle questioni di safeguarding e sarà tenuto a collaborare con le autorità competenti.
Il Responsabile safeguarding dovrà definire e pubblicizzare i canali di comunicazione chiari per i membri
dell'associazione sportiva per segnalare casi di abuso o maltrattamento e stabilire le procedure per la
registrazione e la gestione delle segnalazioni ricevute.
Il Responsabile safeguarding dovrà garantire la confidenzialità e la riservatezza delle informazioni riguardanti
casi di abuso o maltrattamento essendo tenuto a trattare le informazioni sensibili in modo riservato e nel rispetto
della privacy delle persone coinvolte.
Il Consiglio Direttivo potrà sospendere o rimuovere il Responsabile safeguarding in caso di mancata conformità
ai requisiti o di violazione delle politiche dell'associazione relative alla protezione dei minori.
Il Responsabile insieme ai dirigenti dovrà fare una valutazione annuale delle misure adottate eventualmente
sviluppando e attuando sulla base di tale valutazione un piano d’azione al fine risolvere le criticità riscontrate.
5. Le politiche di prevenzione
Per la prevenzione di qualsiasi tipo di molestia, violenza o discriminazione nell’attività sportiva nonché a tutela
dei minori vengono adottate le seguenti policy:
Uso degli spazi dell’Associazione
Deve essere sempre garantito l’accesso ai locali e agli spazi in gestione o in uso all’Associazione durante gli
allenamenti e le sessioni prova di tesserati e tesserate minorenni a coloro che esercitano la responsabilità
genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti e delle atlete ovvero a loro delegati. L’Associazione
vigilerà affinché:
presso le strutture in gestione o in uso all’Associazione siano predisposte tutte le misure necessarie a prevenire
qualsivoglia situazione di rischio
- durante le sessioni di allenamento o di prova sia consentito l’accesso agli spogliatoi esclusivamente agli atleti e
alle atlete.
Trasferte
In caso di trasferte che prevedano un pernottamento, agli atleti dovranno essere riservate camere, eventualmente
in condivisione con atleti dello stesso genere, diverse da quelle in cui alloggeranno i tecnici, i dirigenti o altri
accompagnatori, salvo nel caso di parentela stretta tra l’atleta e l’accompagnatore. Durante le trasferte di
qualsiasi tipo è dovere degli accompagnatori vigilare sugli atleti accompagnati, soprattutto se minorenni,
mettendo in atto tutte le azioni necessarie a garantire l’integrità fisica e morale degli stessi ed evitare qualsiasi
comportamento rilevante ai fini del presente modello.
Allenamenti
È fatto divieto ad allenatori/allenatrici e staff di svolgere allenamenti singoli o al di fuori dei giorni e orari
previsti per gli allenamenti collettivi. Laddove l’allenamento singolo fosse necessario per la preparazione
dell’atleta, si dovrà svolgere in presenza di almeno due tecnici e, se si tratta di atleti minori, alla presenza di
almeno uno dei genitori o previa autorizzazione degli stessi.
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Inclusività
L’Associazione garantisce a tutti i propri tesserati e ai tesserati di altre associazioni e società sportive
dilettantistiche pari diritti e opportunità, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età,
identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita,
fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.
L’Associazione si impegna, anche tramite accordi, convenzioni e collaborazioni con altre associazioni o società
sportive dilettantistiche, a garantire il diritto allo sport agli atleti con disabilità fisica o intellettivo-relazionale,
integrando suddetti atleti, anche tesserati per altre associazioni o società sportive dilettantistiche, nel gruppo di
atleti tesserati per l’Associazione loro coetanei.
La POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD si impegna a garantire il diritto allo sport anche agli atleti
svantaggiati dal punto di vista economico o famigliare, favorendo la partecipazione di suddetti atleti alle attività
dell’associazione.
6. Contrasto dei comportamenti lesivi e gestione delle segnalazioni
Presunti comportamenti lesivi, da parte di tesserati o di persone terze, nei confronti di altri tesserati, soprattutto
se minorenni, devono essere tempestivamente segnalati al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni
nominato dalla POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD tramite comunicazione a voce o via posta elettronica
all’indirizzo email safeguarding@polisportivateambrianza.it. La password di accesso a tale indirizzo email sarà
in possesso esclusivamente del Responsabile al fine di garantire affidabilità e la massima riservatezza alle
segnalazioni.
L’Associazione, d’intesa con il Responsabile in caso di segnalazioni adotterà adeguati provvedimenti quanto
prima possibile sia in ambito endoassociativo sia, se utile coinvolgendo soggetti esterni come nel seguito indicato.
Ove risulti opportuno, deve essere inviata segnalazione al Safeguarding Office della specifica Federazione.
In caso di gravi comportamenti lesivi l’Associazione deve notificare i fatti di cui è venuta a conoscenza alle
competenti Procure Federali e alle forze dell’ordine. Nel caso di una denuncia che coinvolga un minore come
considerato un rischio per la sicurezza di tale minore.
L’Associazione deve garantire l’adozione di apposite misure che prevengano qualsivoglia forma di
vittimizzazione secondaria dei tesserati che abbiano in buona fede:
- presentato una denuncia o una segnalazione;
- manifestato l’intenzione di presentare una denuncia o una segnalazione;
- assistito o sostenuto un altro tesserato nel presentare una denuncia o una segnalazione;
- reso testimonianza o audizione in procedimenti in materia di abusi, violenze o discriminazioni;
- intrapreso qualsiasi altra azione o iniziativa relativa o inerente alle politiche di safeguarding.
7. Sistema disciplinare e meccanismi sanzionatori
A titolo esemplificativo e non esaustivo, i comportamenti sanzionabili possono essere ricondotti a:
- mancata attuazione colposa delle misure indicate nel Modello e della documentazione che ne costituisce
parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di
genere e di ogni altra condizione di discriminazione);
- violazione dolosa delle misure indicate nel presente modello e della documentazione che ne costituisce
parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di
genere e di ogni altra condizione di discriminazione), tale da compromettere il rapporto di fiducia tra l’autore e
l’Associazione/Società in quanto preordinata in modo univoco a commettere un reato;
- violazione delle misure poste a tutela del segnalante;
- effettuazione con dolo o colpa grave di segnalazioni che si rivelano infondate;
- violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’Associazione/Società;
- violazione delle disposizioni concernenti le attività di informazione, formazione e diffusione nei confronti
dei destinatari del presente modello;
- atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati,
direttamente o indirettamente, alla segnalazione;
- mancata applicazione del presente sistema disciplinare.
Le sanzioni comminabili sono diversificate in ragione della natura del rapporto giuridico intercorrente tra
l’autore della violazione e l’Associazione, nonché del rilievo e gravità della violazione commessa e del ruolo e
responsabilità dell’autore. Le sanzioni comminabili sono diversificate tenuto conto del grado di imprudenza,
imperizia, negligenza, colpa o dell’intenzionalità del comportamento relativo all’azione/omissione, tenuto altresì
conto dell’eventuale recidiva, nonché dell’attività lavorativa svolta dall’interessato e della relativa posizione
funzionale, gravità del pericolo creato, entità del danno eventualmente creato, presenza di circostanze aggravanti
o attenuanti, eventuale condivisione di responsabilità con altri soggetti che abbiano concorso nel determinare
l’infrazione, unitamente a tutte le altre particolari circostanze che possono aver caratterizzato il fatto.
Il presente sistema sanzionatorio deve essere portato a conoscenza di tutti i Destinatari del Modello attraverso i
mezzi ritenuti più idonei dall’Associazione.
Sanzioni nei confronti dei collaboratori retribuiti

I comportamenti tenuti dai collaboratori retribuiti in violazione delle disposizioni del presente modello, inclusa la
violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’Associazione, e della documentazione che ne
costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della
violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione) sono definiti illeciti disciplinari.
Nei confronti dei collaboratori retribuiti, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere
commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale per mancanze lievi;
- ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto 1;
- risoluzione del contratto e, in caso di collaboratore socio dell’Associazione, radiazione dello stesso. Ai
fini del precedente punto:
1. incorre nel provvedimento disciplinare del richiamo verbale per le mancanze lievi il collaboratore che
violi, per mera negligenza, le procedure aziendali, le prescrizioni del Codice di condotta a tutela dei minori e per
la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione o adotti, nello
svolgimento di attività sensibili, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel presente
modello, qualora la violazione non abbia rilevanza esterna;

2. incorre nel provvedimento disciplinare dell’ammonizione scritta il collaboratore che risulti recidivo,
durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile il richiamo verbale e/o violi, per
mera negligenza, le procedure aziendali, le prescrizioni del Codice di condotta a tutela dei minori e per la
prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione o adotti, nello
svolgimento di attività nelle aree a rischio, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel
presente modello, qualora la violazione abbia rilevanza esterna;
3. incorre nel provvedimento disciplinare della risoluzione del contratto il collaboratore che eluda
fraudolentemente le prescrizioni del presente modello attraverso un comportamento inequivocabilmente diretto
alla commissione di uno dei reati ricompreso fra quelli previsti agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-
quater.1, 600-quinques, 604-bis, 604-ter, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinques, 609-octies, 609-undecies del
codice penale , ovvero che abbiano violato i divieti di cui al Capo II del Titolo I, Libro III del D.Lgs. 11/04/2006,
n. 198, ovvero siano stati condannati in via definitiva per i reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater,
600-quater.1, 600-quinques, 604-bis, 604-ter, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinques, 609-octies, 609-undecies
del codice penale e/o violi il sistema di controllo interno attraverso la sottrazione, la distruzione o l’alterazione di
documentazione ovvero impedendo il controllo o l’accesso alle informazioni e alla documentazione agli organi
preposti, incluso il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni in modo da impedire la trasparenza e
verificabilità delle stesse.
Sanzioni nei confronti dei volontari

Nei confronti dei volontari dell’Associazione, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere
commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale per mancanze lievi;
- ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto 1;
- rescissione del rapporto di volontariato e, in caso di volontario socio dell’Associazione, radiazione dello
stesso. Ai fini del precedente punto si rimanda al punto 3 della sezione “Sanzioni nei confronti dei collaboratori
retribuiti”.
8. Obblighi informativi e altre misure
L’Associazione è tenuta a pubblicare il presente modello e il nominativo del Responsabile contro abusi, violenze
e discriminazioni presso la sua sede e le strutture che ha in gestione o in uso, nonché sulla homepage del sito
istituzionale.
Al momento dell’adozione del presente modello e in occasione di ogni sua modifica, l’Associazione deve darne
comunicazione via posta elettronica a tutti i tesserati, nonché collaboratori e volontari. L’Associazione deve
informare il tesserato o eventualmente coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è
affidata la cura degli atleti, del presente modello e del nominativo e dei contatti del Responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni, nonché fornire i moduli per formulare la segnalazione.
L’Associazione deve dare immediata comunicazione di ogni informazione rilevante al Responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni ed al Safeguarding Office delle Federazioni. L’Associazione deve dare diffusione
presso i propri tesserati di idonee informative finalizzate alla prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso,
violenza e discriminazione nonché alla consapevolezza dei tesserati in ordine a propri diritti, obblighi e tutele.
L’Associazione deve prevedere adeguate misure per la diffusione di o l’accesso a materiali informativi finalizzati
alla sensibilizzazione su e alla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi. L’Associazione deve prevedere
un’adeguata informativa ai tesserati o eventualmente a coloro esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti
cui è affidata la cura degli atleti, con riferimento alle specifiche misure adottate per la prevenzione e contrasto
dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione in occasione di manifestazioni sportive.
L’Associazione deve dare comunicazione ai tesserati o eventualmente a coloro esercitano la responsabilità
genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti di ogni altra politica di safeguarding adottata dalle
Federazioni Affilianti.


Rev. 1 05/12/2024



Attraverso la compilazione del presente modulo può essere segnalata direttamente al Responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni della POLISPORTIVA TEAM BRIANZA ASD, una situazione di maltrattamento,
discriminazione, violenza o abuso e/o il mancato rispetto di comportamenti raccomandati.

Persona che segnala:

Nome ______________________________________________________ Cognome ______________________________________________________

Data ____________________ e Luogo di nascita_________________________________________________________________________________

Dati di contatto: Telefono/Cell.:_________________________________ e-mail______________________________________________________

La persona da tutelare è il segnalante?
Si / No

Se la persona da tutelare non è il segnalante

Nome ______________________________________________________ Cognome ______________________________________________________

La persona da tutelare è minorenne?
Si / No

Eventuali altre informazioni sulla persona da tutelare e contatti:







Conosce la persona responsabile del fatto ?
Si / No

Se SI indichi:

Nome ______________________________________________________ Cognome ______________________________________________________

La persona responsabile è minorenne?     Si/ No

Dettagli del fatto (luogo, data, come ne è venuto a conoscenza, eventuali testimoni, la giustizia sportiva/ordinaria ne è a
conoscenza ..)






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